Chi lotta per le proprie idee, come l’atleta:

non è statico;

corre perchè ha piacere di correre e non perchè se l’è autoimposto;

è severo, con se stesso soprattutto, e anche con gli altri;

ha una rigida disciplina alle spalle;

sa sacrificarsi per ottenere il meglio, anche se non vi è obbligato da nessuno;

onora chi lo allena, di più se severo;

sa che può superare l’allenatore, che nessuna forza superiore glielo vieta;

sa che i suoi muscoli fanno parte del suo corpo, e non sono estranei, se sbaglia dipende da lui;

per valere qualcosa deve essere giovane, e non anagraficamente;

lotta e soffre, soffre, ma prova intimo piacere nel soffrire,

perchè se soffre vuol dire che ha lavorato;

la sofferenza non lo ferma;

morirebbe più che fermarsi prima del dovuto, davvero,

e non “per principio”, ma per sentirsi degno di essere chiamato uomo;

sa che ogni limite è fittizio, frutto di una mente che vuole evitare altri sforzi;

nel momento in cui si convince di avere un limite invalicabile è finito;

nel momento in cui si convince di essere sul limite invalicabile è completamente inutile;

considera i suoi traguardi infimi e le sue potenzialità massime;

conosce se stesso, quando può scattare e quando deve recuperare;

quando recupera non si ferma: cammina;

non va mai in gara impreparato, perchè può perdere tutto, davvero tutto, in una manciata di secondi;

durante la gara pensa solo alla gara, come se per lui non esistesse nient’altro;

ha una strategia in gara, anche se il mondo pensa che corra e basta;

sa che il suo valore si decide negli ultimi metri della gara,

e in quel momento ha i muscoli lacerati, ma che oramai tendono inesorabilmente verso il traguardo;

sa che chiudere gli occhi e lanciarsi negli ultimi dieci metri non abbrevia i 10m, che qualsiasi cosa accada saranno sempre 10m;

non disprezza chi fallisce in gara, ma chi si ritira solo per paura;

alla fine capisce che la gara è angosciante solo prima della gara,

e che il tempo che intercorre tra lo sparo e il traguardo è pura estasi,

estasi positiva;

e che dopo il traguardo ricominciano gli allenamenti,

anche se quella linea bianca sembra l’ultimo traguardo;

non pensa alla resa, e non la disprezza,

semplicemente, non sa cosa sia.