Era un greco: nacque visse e compì miracoli come ogni buon ateniese… morì a modo suo.
Il suo corpo di suicida, inondato di sangue, giaceva sotto la lama di un pugnale, conficcata nel petto con forza e con mano ferma, davanti al santuario di Delfi.
Era fato che sarebbe morto per mano del padre, in qualche luogo e qualche tempo che la Pizia non si era curata di chiarirgli…
Un giovane dal carattere fiero e impetuoso… Amava chi lo aveva generato, aveva una drammatica fiducia nell’uomo e nella sua libertà.
Era un inguaribile peccatore, la sua hybris lo rendeva inviso agli dei, gli uomini lo ammiravano con vergogna e sgomento.
I suoi occhi luccicavano perversamente, mentre si ammazzava guardando fisso chi gli aveva riferito del fato “l’alto consiglio”.
Giovane e probabimente mai esistito, aveva fatto di sè un vincitore e un martire, in nome della pura libertà.
Qualcuno conobbe la sua storia, ma tutto tremante decise di dimenticarla e rassegnarsi con profondo rammarico al fatto che gli dei dell’Olimpo decidevano del suo destino.

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19 Febbraio, 2007 a 10:30 pm
cryptex
Se un uomo destinato ad essere ucciso dal padre avesse tentato il suicidio, sarebbe successo qualcos’altro, impedendogli il gesto. Per esempio poteva venirgli un colpo di sonno, oppure poteva arrivare il padre all’improvviso, uccidendolo, oppure:
Lui si uccide. Poi si scopre che era il padre di sé stesso.
Ok è poco plausibile. Ma considera che nel pantheon greco metà delle divinità sono figlie, amanti e madri di Zeus allo stesso tempo… Più o meno